
Gruppo Speleologi Malo CAI, Malo (fondato nel 1968)
Indirizzo: Piazza Zanini, 1 - 36034 Malo (VI)
Sito Internet: www.speleomalo.it
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Si riunisce il giovedì alle ore 21.00
Sorto nel 1968 ad opera di un coraggioso e giovane gruppo formato da Federico Lanaro, Mino Dalla Vecchia, Fabio Sartori, Franco Lanaro, Enio Lanaro, Franco Pamato, Marcello Sterle, Leopoldo Andriolo e Girolamo Dircetti, il Gruppo Speleologi Malo (GSM) sviluppò da subito, con grande vitalità e specifica preparazione, la propria passione per il misterioso mondo ipogeo realizzando nell'arco del ventennio (nel 1972 entrò a far parte integrante della Sezione CAI Malo) interessanti esplorazioni e scoperte di nuove cavità, contribuendo all'incremento del catasto delle grotte del Veneto, allestendo varie mostre e rassegne di diapositive e di films speleologici, organizzando uscite e visite guidate per le scolaresche e la cittadinanza.
Da una decina d'anni organizza con i suoi istruttori speleologici e l'istruttore nazionale di speleologia Antonio Tessaro, corsi di speleologia sotto l'egida della Scuola Nazionale di Speleologia. Per la quantità, qualità e importanza della sua attività si colloca senza dubbio fra i primi gruppi nel vasto panorama vicentino e veneto. Tenuto conto dell'impegno educativo nei confronti dei giovani e della comunità nonché del lavoro rilevativo ed esplorativo sinora effettuato, la Sezione gli attribuisce un ampio riconoscimento e merito, anche perché esso ha contribuito a tenere alta l'immagine della Sezione del CAI maladense. Per una più compiuta e particolareggiata informazione sull'attività del GSM, si rimanda alla lettura della relazione che viene pubblicata nelle pagine che seguono.
1968-1969-1970
II G.S.M. prende spunto da un'escursione compiuta da un gruppo di ragazzi di Malo il 12 Aprile 1968 al Buso della Rana. Essi rimasero cosi colpiti dall'ambiente sotterraneo che decisero di fondare il Gruppo Speleologi su modello del G.G. CAI Schio e C.S. Proteo, già operanti nel Vicentino. Essi visitano le grotte locali ad andamento orizzontale come lo "Spurgon",
la "Spurga dei Gracchi", la "Poscola". La prima grotta scoperta ed esplorata dal Gruppo è la "Grotta
Averla" presso Monte di Malo, dove viene rinvenuto un deposito di ossa di micromammiferi (arvicole, scoiattoli, ghiri) vecchie di 500.000 anni. Altra scoperta rilevante è la "Voragine del Casaron" sulle pendici dell'omonimo monte. Al Buso della Rana, a quel tempo lungo circa 4 Km, viene scoperto un piccolo affluente del Ramo Principale che viene rilevato e battezzato Ramo Nero. Con l'acquisizione delle scalette metalliche il Gruppo inizia l'esplorazione delle verticali del Faedo come la "Spurga delle Parpanoie", "Barbeta", ecc. Viene anche discesa la profonda "Spelonca di Pieve" con pozzo unico di 50 metri. Cominciano ad essere portate a catasto le prime grotte (Voragini del Bosco dei Mondini) e i primi seri lavori di disostruzione iniziano alla risorgenza di Contrà Marchiori, collegata per via ipogea al Trivio del Buso della Rana. Ma è la dimensione verticale ad attrarre le giovani leve del G.S.M., infatti il campo operativo si sposta sul vicino Altopiano di Asiago, raggiunto in motorino e bici. Nel corso di due campi viene esplorata la "Spaluga del Ciambro" di circa 80 metri di profondità, che resta a tutt'oggi una delle maggiori verticali scoperte dal Gruppo.
1971-1972-1973
Scopriamo ed esploriamo la labirintica "Grotta Rosa 2" presso Spagnago, che si apre in una cava di pietra. Con un'epica impresa al limite delle risorse del Gruppo viene compiuta la discesa al fondo della "Spaluga di Lusiana" (-274 m.). Dopo 13 ore di discesa la squadra di punta, composta da 4 persone, tocca il fondo della grotta; altre 11 ne sono necessario per risalire, disarmando fino a -200 m. Siamo il secondo gruppo vicentino a riuscire nell'impresa. Essa fu importante nella vita del Gruppo perché aprì le porte alla speleologia cosiddetta "di punta".. Nel 72 un socio partecipa al VII Corso Nazionale di Trieste riportando in Gruppo un notevole bagaglio di conoscenze e soprattutto di nuove tecniche. Entriamo a far parte del CAI Malo, sorto nel 1972. In Altopiano di Asiago viene esplorata la prosecuzione del "Giacominerloch", presso Cesuna: un nuovo pozzo di 50 m. porta la nuova profondità ad oltre 160 metri. Anche a Foza viene esplorato un nuovo pozzo con reperti bellici sul fondo (Tagheloch di Foza). L'attività sulle nostre colline è accentrata presso Castelnovo dove, nella "Grotta della volpe", (meglio conosciuta come Grotta del Covolo), vengono rinvenuti reperti di vasellame dell'Età del Bronzo. Presso Valdagno iniziano i rilevamenti della "Grotta Terragli", ad andamento labirintico, con sviluppo superiore ai 500 m. Un nostro socio è ospite della spedizione Italo-Polacca alla Spluga della Preta, dove può' discendere con paranco il primo pozzo di 135 metri. Il campo estivo è organizzato sulle Dolomiti, dove viene discesa parzialmente la "Grotta di Franzei", presso Malga Ciapela.
1974-1975-1976
Al Buso della Rana viene esplorato sistematicamente il Ramo principale percorrendo il corridoio delle stalattiti sotto volta e scoprendo la Sala Alta. Il Ramo dei Salti viene attrezzato con armi fissi e rilevato accuratamente. Il nostro Gruppo presenta un progetto di chiusura con cancello del Sifone e, essendo approvato dai gruppi speleo vicentini, ci viene affidato anche 1' incarico dei lavori di messa in opera. Ritorniamo sulle Dolomiti alla Grotta di Franzei, per il campo estivo del 75 con l'attrezzatura per scendere il pozzo su ghiaccio che ci aveva fermati due anni prima, ma stavolta è un sifone a vanificare il nostro tentativo. Comunque viene studiata la zona circostante e portata a catasto una bella voragine tettonica: "Fessura della Crepa Rossa", profonda 70 metri. Nel 76 inauguriamo la nuova sede sociale assegnataci dal Comune a Palazzo Corielli e per integrare le magre entrate finanziarie si decide di concorrere alla sfilata dei Carri Allegorici nel Carnevale di Malo. Il nostro carro dal titolo "Lo squalo d'America", parodia del film di Spielberg, ottiene il primo posto. Il campo estivo si svolge sul Monte Verena, dove vengono scoperte due nuove cavità: il "Buso del Cervo" (-58 m.) e la "Voragine delle Trugole" (-72 m.). Si svolge nell'ottobre 76 il 1° Corso di Speleologia sotto l'egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI. Due nostri soci partecipano a "Sicilia Ipogea 76" organizzata dal CAI Palermo in linea con la tendenza agli spostamenti a carattere nazionale che doveva diventare prerogativa della speleologia degli anni settanta ed ottanta.
1977-1978-1979
Fu certamente in questo triennio che la prima generazione di speleologi del G.S.M. raggiunse la maturità esplorativa ed organizzativa sia come quantità ma soprattutto come qualità di operato nell'ambito speleologico. Ogni attività intrapresa fu portata a termine in modo egregio e dove ci furono concorsi fu vinto il primo posto. Ecco comunque il riepilogo delle principali attività. Tocchiamo i -58 metri di profondità alla "Voragine di Contrà Bassani", la maggiore del Faedo. Come gita con la sezione CAI visitiamo la "Grotta Grande del Vento" presso Ancona, ottenendo entusiastici consensi per la bellezza della cavità, recentemente scoperta ed aperta al turismo. Al campo estivo discendiamo la "Spaluga di Lusiana", questa volta più maturi e con intenti esplorativi. Infatti disostruiamo un passaggio sul fondo che fa proseguire la grotta, anche se per poche decine di metri, mentre la risalita di un difficile camino ci permette di esplorare una diramazione di circa duecento metri di sviluppo. Il 78 è il decennale di fondazione ed il Gruppo, per celebrarlo, compie diverse spedizioni impegnative come alla "Spluga della Preta" (fino a -600 m.), scoprendo in questa grotta una nuova diramazione (Via Nuovissima). Quattro membri partecipano al Congresso Nazionale di Speleologia a Perugia. Al Buso della Rana viene posta in opera la "Ferrata CAI Malo" al Laghetto di Caronte, che consente di evitare l'uso del canotto. Sempre al "Buso" scopriamo la logica prosecuzione del Ramo dei Salti, al termine di una risalita alpinistica di oltre 30 metri. Nel 79 torniamo a sfilare e a vincere il 1° posto al Carnevale di Malo con il carro 'Atlas Ufo Robot". Esploriamo e rileviamo il Ramo dei Salti per uno sviluppo di oltre settecento metri, e 220 metri di dislivello positivo; il salone terminale (la sala più alta del Buso della Rana) viene dedicata al nostro compaesano Paolino Antoniazzi, pioniere delle esplorazioni in questa grotta. La gita sezionale ci porta a Castellana Grotte (BA).
Il campo estivo si svolge in Sardegna dove viene discesa la "Voragine del Golgo", un grande pozzo unico di 270 metri e vengono inoltre localizzate altre cavità.
1980-1981-1982
II carro allegorico "Disneyland" si piazza al 3° posto. Al Buso della Rana viene effettuata la colorazione con fluoresceina del Ramo Nero, la cui acqua esce all'aperto dopo tre giorni. In primavera dell'80 viene organizzata la I' passeggiata speleologica sulle colline circostanti Malo; essa ottiene ottimi consensi e si decide di programmarla ogni anno, con sempre diversi itinerari e zone carsiche da visitare. Torniamo in Sardegna e stavolta, oltre la normale visita a grotte già conosciute, esploriamo e portiamo a catasto una nuova cavità nel sopramonte, profonda circa 60 metri. Viene portato a termine il documentario fotografico alla Spluga della Preta che viene discesa fino al fondo (-886 m.) da due speleo del G.S.M., impiegando solamente 8 ore per la discesa e 10 per la risalita. Al Buso della Rana un angusto passaggio disostruito nella zona Peep ci riserva una grossa sorpresa: il complesso di gallerie che si trovano al di là è davvero imponente e occorreranno parecchie spedizioni nel corso degli anni successivi per portare a termine le esplorazioni ed il rilievo topografico di quello che essendo il più settentrionale della grotta, viene denominato "Ramo Nord". Il carro allegorico del carnevale 81: "Battaglia tra Spaziosauri" ottiene il 3° posto. Con la gita sezionale viene visitato l'Antro del Corchia" sulle Alpi Apuane. Sempre nell'ottica delle spedizioni congiunte con gruppi amici viene disceso il "Gouffre Berger" presso Grenoble, 'in Francia, profondo ben 1220 metri. Nell'82 la gita sezionale ci porta alle Grotte di Toirano (SA) nel corso della quale troviamo il tempo per partecipare al Congresso di Speleologia sul "Carsismo d'alta quota" di Imperia. All'Altopiano di Asiago viene presa in esame la zona del Monte Zingarella con l'intento di rivisitare le grandi verticali esplorate dal CAI Schio negli anni 70. Nell' "Abisso 1° dei Granari di Zingarella" viene trovata un'evidente prosecuzione che supera di 12 metri il vecchio fondo, portando la profondità totale a -192 metri. Il campo estivo si svolge nuovamente in Sardegna dove viene ripetuta la discesa del Colgo; vengono localizzati e discesi due grandi pozzi sul Monte Omene, entrambi della profondità di 150 metri circa. Si svolge nell'autunno dell'82 il 2° Corso di Speleologia. Collaboriamo con il Gruppo Grotte CAI-SEM di Milano per l'esplorazione di un nuovo abisso nella Grigna settentrionale dove viene superata la profondità di 500 metri. L'attività di questo triennio è quindi ancora improntata sulla speleologia di collaborazione a livello nazionale, sia per invito di altri gruppi, sia per iniziativa del G.S.M. In questi anni fioriscono in Italia i raduni speleologici (es. Costacciaro) favoriti dal clima di interscambio tra i gruppi che funzionava assai proficuamente.
1983-1984-1985
Approfittando di una eccezionale carenza di neve vengono localizzate promettenti cavità nell'Altopiano di Asiago: una di queste, presso Fondi, risulterà profonda una novantina di metri, con pozzo iniziale di 50. Viene individuato "a tavolino" il 3° accesso al Ramo Nord del Buso della Rana che, dopo notevoli lavori di allargamento, risulterà l'unico che permette il trasporto di una eventuale barella di soccorso. Notevole successo riscuote la visita turistica dell' 83 al Buso della Rana, che vede la partecipazione di ben 57 persone suddivise in 3 gruppi di varia difficoltà. Dopo questa esperienza il Gruppo decide di programmare sistematicamente ogni anno almeno due visite turistiche alla Grotta. Viene allestita una Mostra di Speleologia per festeggiare il 15° anniversario di fondazione, con proiezione in continuo di diapositive. La gita sezionale si svolge con notevole successo a Postumia (YU) con l'eccezionale partecipazione di 120 persone. Nel campo estivo una parte del gruppo si reca in Grecia, sull'Altopiano di Astraka per discendere i maggiori pozzi unici esistenti al mondo (oltre 400 metri). L'ondata ecologica comincia ad infrangersi anche sulla speleologia ed il nostro Gruppo è tra i primi fautori della pulizia nelle grotte, organizzando l'operazione "Rana pulita". In Altopiano viene iniziata la disostruzione alla base del 1° pozzo nell' "Abisso del Corno", che permetterà di raggiungere i -90. Altre visite speleologiche alla Grotta di Franzei (BL), già conosciuta dal nostro gruppo. Al 3° corso di Speleologia dell'85 vi sono ben 15 iscritti (numero massimo consentito). Questo triennio è un periodo di transizione che vede lentamente cambiare il G.S.M., sia come organico (siamo al 3" cambio generazionale) che come tipo di attività. Parallelamente, anche il modo di fare speleologia in Italia va mutando. Diventano più sporadiche le spedizioni intergruppi. Nasce la figura dello speleologo indipendente, amico di tutti ma non iscritto a nessun gruppo. Nel nostro piccolo non risentiamo granché di questi cambiamenti ma lentamente, con l'avvicendarsi delle nuove leve, l'interesse esplorativo si orienta verso le grotte di casa nostra. Da rilevare l'importanza che viene data alla documentazione fotografica che farà dell'archivio del G.S.M. uno dei più ricchi e di buon livello qualitativo delle immagini.
1986-1987-1988
Da sottolineare una .originale spedizione di sole donne all'abisso del Dinosauro" presso Possagno. Diventa operativa la nuova palestra di Cereda che sostituisce quella friabile di Ponte Gamba. Speleo-turistiche vengono compiute comunque al Carso Triestino (Fessura del Vento), alle Alpi Apuane (Abisso Revel). Vengono accompagnati alcuni speleologi tedeschi in visita alle più significative cavità della nostra zona come il "Calgeron", "Spaluga di Lusiana", "Buso della Rana"., Portiamo i turisti del CAI (n. 25) in speleo-passeggiata sul Monte Chiesa (Altopiano di Asiago) dove viene visitato il "Buso del Ghiaccio". Il campo estivo vede alcuni soci al Massiccio del Pollino (Calabria), mentre altri si dedicano alla disostruzione nell' "Abisso del Corno" portando la profondità a -270 m. Grande affluenza alla turistica di ottobre al Buso della Rana, ben 75 persone! Viene organizzato il 4° Corso di Speleologia (1986) con una ventina di allievi molto promettenti. Nell'Altopiano di Asiago vengono continuati i lavori, intrapresi già da qualche anno, al "Giacominerloch", che, per la vicinanza alla strada Cesuna-Canove e per la quota relativamente bassa (1000 m.s.l.), è esplorabile anche nei mesi invernali.. Viene risalito un grande camino senza esito e continuato la disostruzione di una frana a -140 m., da dove fuoriesce una fortissima corrente d'aria. Grotte visitate fuori provincia: "Abisso di Lamar" (TN) e "Abisso della Niccolina" (CO). La passeggiata speleologica del 1987 conta 22 partecipanti e ha per meta il fenomeno carsico del veronese: la grotta "Rovere 1000", "Voragine del Vallon" e "Covolo di Camposilvano". Campo estivo a scopi fotodocumentaristici in Sardegna, nelle "classiche" grotte del Nuorese (Donini, Su Palu, Bue Marino). Un passaggio mai notato precedentemente all'Abisso del Corno ci permette di scendere con stupende alternanze di pozzi e meandri fino a sfiorare i 500 metri di profondità. E' la nostra maggiore scoperta nell'alto Altopiano e l'Abisso, anche se di difficile percorribilità, si colloca tra i maggiori della zona. Viene organizzato il 5° corso nella primavera del 1988. Proseguono, anche se in forma più ridotta ed individuale, le partecipazioni a spedizioni extra provincia (Antro del Cerchia - Hol-Loch -Spluga della Preta - Trener - Lazio 88 - Carso Triestino). Notevole impegno viene posto nella disostruzione di buchi soffianti del Faedo, in amichevole competizione con gli amici del CAI Schio che colgono qualche bella soddisfazione, sempre alla ricerca del "mitico" ingresso alto del Buso della Rana. Da un "niente" viene portato alla luce l'ingresso dell' "H 7", bellissima voragine con bei pozzi articolati che supera i 70 metri di profondità. In Altopiano viene scoperto il "Nebirulloch" ed il "Ramo Bianco". Singolare è il "Buso dei Ragni" che si apre all'interno dell'ex tunnel ferroviario della "Vaca Mora" presso Tresche Conca. Il nostro Gruppo partecipa alla ciclopica operazione di pulizia intrapresa alla Spluga della Preta, alla quale aderiscono moltissimi gruppi italiani. Appare chiara in questo triennio l'impostazione assai "speleologica" del Gruppo. Scomparsi i lavori notturni del carro mascherato, più tipici di una combriccola di amici, il G.S.M., dato anche il continuo apporto di giovani leve, cambia radicalmente volto. Si formano piccoli gruppi di amici che vanno in grotta assieme, favoriti in tal senso dalle nuove tecniche esplorative che favoriscono in termini di tempo (e quindi di fatica) i gruppi poco numerosi. Abbiamo quindi la tendenza alla frammentazione in varie piccole compagnie, ciascuna attratta da particolari specializzazioni: c'è una squadra che fotografa, una che si ostina a disostruire il disostruibile in Faedo e in Rana, una che esplora e rileva abissi profondi (Monte Corno). E' certamente un tipo di associazionismo più diversificato ma non per questo meno produttivo ed interessante.
1989-1990-1991
II nostro Gruppo continua l'opera ecologica promuovendo una nuova campagna di pulizia al Buso della Rana. La passeggiata speleologica, giunta alla 9' edizione nell'89 si snoda nei vicini Colli Berici, dove il fenomeno carsico è assai ben sviluppato. La gita sezionale è proposta al Carso Triestino e alla Grotta Gigante. L'iniziativa per l'organizzazione delle spedizioni è lasciata sempre più ai singoli gruppetti di speleo che operano all'interno del G.S.M. E' di questo periodo la formazione, in seno al G.S.M. di un gruppo che si appassiona al torrentismo, cioè la discesa di alvei fluviali con tecniche speleo-alpinistiche. Viene organizzato il 6° Corso di Speleologia nell' au-, tunno del 1989. Nel dicembre di quell'anno i lavori di disostruzione alla frana del Giacominerloch colgono un'improvvisa quanto insperata soluzione. Il tanto sospirato passaggio, generatore instancabile della corrente d'aria che ha guidato per anni gli sforzi degli speleo-scavatori, finalmente si rivela, conducendo subito ad un pozzo, seguito da una grande galleria fossile da cui si dipartono numerose dirama-zioni. Con punte frenetiche si raggiungono in breve i 300 m. di profondità e l'abisso continua e si ingrandisce. Nel 1990 si contano ben 32 uscite esplorative in questa grande cavità che portano la profondità ad oltre 500 metri, con grandi sale e pozzi ed oltre 2000metri di sviluppo. La gita sezionale è proposta nel Bergamasco dove viene visitata la grotta "Tomba del Polacco" mentre la 10° passeggiata speleologica propone una visita alla Val d'Assa e Tanzerloch. Alcuni soci partecipano al Corso di Perfezionamento Tecnico della S.N.S.-CAI a Costacciaro (PG). Al Faedo viene riarmato e riesplorato 1"'H 7" con tentativo di disostruzione al fondo. Ancora il pieno (20 allievi) per il 7° Corso di Speleologia del 1990, organizzato come sempre in autunno. Nel torrentismo vengono discese le forre del Sandalino ed il Vajo dell'Orsa nel veronese, la forra del Gulpa (TN) ed il torrente Soffia nel Bellunese. Anche per il 91 il Gruppo continua le esplorazioni ed i rilievi al Giacominerloch, dove viene tentato il superamento del sifone finale con tecniche speleosubacquee, senza però esito positivo; vengono quindi intraprese esplorazioni in risalita negli affluenti che convergono nella grande grotta. Vengono effettuati due campi speleo: uno alle Vette Feltrine, mirato all'individuazione di nuove zone di ricerea, ed uno in Val Galmarara nell'Altopiano di Asiago, mirato all'esplorazione ed al rilievo topografico. Al Buso della Rana si collabora alla stesura di un articolo per la rivista "Alp". Per l'aspetto culturale si allestisce una Mostra di Speleologia nella sede del CAI Malo, poi ripetuta nel comune di S.Vito di Leguzzano, nonché le serate di proiezione di diapositive realizzate dal gruppo fotografico del G.S.M., nelle più belle cavità italiane. Singolare è l'impegno profuso in campo ecologico con la partecipazione alla Operazione Corno d'Aquilio in Preta e la pulizia integrale alla Spurga dei Forni in Faedo, in collaborazione con
la Pro Loco di Monte di Malo. Come si può' notare, il gruppo rivolge la sua attenzione a moltissimi aspetti della speleologia, e non solo di quella. Questa è una realtà che viene spontanea, dato l'elevato numero di soci iscritti (oltre 40), tutti, o quasi, con elevata individualità e diverso modo di intendere la speleologia Mancano i riferimenti con gruppi più importanti perché la speleologia turistica viene quasi del tutto a cessare o fatta in modo personale. Mancando quindi i modelli il Gruppo vive una situazione che, se pur buonissima come quantità di uscite e di esplorazioni, è lasciata all'iniziativa del socio speleologo. E' comunque un fatto assai positivo il rinnovamento dello
Statuto che, con buona partecipazione, viene discussoe realizzato ed il sempre vivo interesse per il Corso di Speleologia (siamo all'8° nel 1991) e questo fa certo ben sperare per il futuro di questo dinamico gruppo che ha saputo crescere costantemente in quasi 25 anni, sia numericamente che qualitativamente.
I primi vent'anni di storia sono tratti da un'articolo scritto da Federico Lanaro è apparso su "Monti e Natura 20°" edito, in occasione del primo ventennale della sezione Malense del CAI
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