L’itinerario ci viene comunicato direttamente da Ivonne:La prima parte del viaggio toccherà Ciénaga de Zapata, Topes de Collantes, Sancti Spítitus, Río Máximo (nella provincia di Camaguey), Manzanillo (lo sbocco dei fiumi Toa e Duaba, nelle provincie di Baracoa e Guantámo). Rientrati a Matanzas, dopo il 14 febbraio, si riparte per la Cueva Geda e nella Península de Guanacabibes (provincia del Pinar del Río).
Nulla di particolarmente straordinario se non che… il viaggio sarà fatto in moto, ed il bagaglio fotografico, inteso non solo come attrezzature ma soprattutto culturale, è quello che abbiamo trasferito in anni d’intensa collaborazione e sinergia tra Società Speleologica Italiana e Sociedad Espeleologica de Cuba.
Il Proyecto Bellamar, nato come semplice progetto d’immagine, si è presto trasformato in un volano di progetti collaterali, progetti derivati da esperienze maturate nel Veneto in seno alla Federazione Speleologica Veneta, che a Matanzas, hanno trovato terreno fertile e forza umana per essere sviluppati al meglio.
In particolare ci riferiamo ai progetti:
- “Sapo de Bellamar e Santa Catalina”, progetti topografici ed esplorativi delle 2 principali cavità della provincia di Matanzas;
- catasto delle sorgenti della provincia di Matanzas (più di 400 sorgenti censite in 2 anni di lavoro);
- realizzazione un centro culturale multifunzionale dedicato alla speleologia, centro che si sta realizzando nei pressi della Gran Paleocaverna de Bellamar grazie all’intervento finanziario di una ONG attraverso la fondazione Antonio Nuñez Jimenez;
- progetto didattico “Adotta una Sorgente” che partirà appena sarà realizzato il laboratorio di analisi delle acque presso il centro stesso;
- mostra sul carsismo cubano con sala di proiezione 3D, anche questa da allestire nel centro.
Una esperienza su cui ci sarebbe molto da riflettere, ma ora non è ancora il momento di giungere a conclusioni e quindi, in attesa di ricevere nuove immagini, nuova linfa vitale per questo progetto, non ci resta che augurare loro “buena suerte”
Antonio Danieli & Gruppo Speleologico San Marco"
Fonte: Speleologia Italo-Cubana
04.02.2009

















